Tour de France 2025, Top/Flop del Giorno

La nostra consueta rubrica che traccia il bilancio della giornata appena conclusasi al Tour de France 2025.

  • Thymen Arensman (Ineos Grenadiers): Aver già vinto una tappa al Tour su un arrivo in salita come quello di Superbagnères poteva anche bastare, ma conquistarne un’altra in un altro traguardo in quota, questa volta a La Plagne, trasforma la sua corsa da buona a memorabile. Un successo voluto e cercato, dove ovviamente ha avuto un certo peso anche il marcamento dei big alle sue spalle, ma che senza gambe e testa non sarebbe comunque stato possibile ottenere per il 25enne, che dopo un Giro sfortunato è riuscito a essere grande protagonista sulle strade francesi.
  • Florian Lipowitz (Red Bull-Bora-hansgrohe): Dopo il passo falso di ieri, anche per via di una pessima gestione delle energie, il tedesco poteva oggi rischiare di saltare (anche di testa) e perdere podio e Maglia Bianca in favore di Onley. Invece è riuscito a reagire e, appena il britannico è andato in difficoltà, ha dato tutto fino in fondo per guadagnare il più possibile, riuscendo a mettere in saccoccia una quarantina di secondi che gli consentiranno di gestire meglio le ultime due tappe.
  • Felix Gall (Decathlon AG2R La Mondiale): Oggi l’austriaco è stato certamente agevolato dal crollo di Roglič, ma lui è stato bravo a sfruttarlo e, aiutato dai compagni di squadra, ha messo più distanza possibile tra sé e lo sloveno, oltre che con tutti gli altri corridori che lo seguono in classifica. Il 27enne riesce così ad agguantare la top-5, un risultato sicuramente importantissimo per sé e per il suo team, che non ha nascosto l’ambizione di vincere il Tour nei prossimi anni.
  • Jonas Vingegaard (Visma | Lease a Bike): Probabilmente le gambe sono quelle che sono, ma, dato che puntava a vincere la tappa, come dichiarato dopo l’arrivo, non si capisce perché non abbia dato qualche cambio a Pogačar nell’inseguimento ad Arensman. Forse temeva, come altre volte, la maggior esplosività dello sloveno (che comunque non sembrava brillantissimo) nello sprint finale, ma a quel punto poteva anche provare a rischiare, visto che ormai non aveva più nulla da perdere e tutto da guadagnare.
  • Primož Roglič (Red Bull-Bora-hansgrohe): Come ieri, ha fatto benissimo a provarci da lontano con l’obiettivo di vincere la tappa, ma una volta constatato che il gruppo non arrivava a concedere più di un minuto di vantaggio, avrebbe probabilmente dovuto fermarsi prima e risparmiare qualche energia in più per la salita finale. Verso La Plagne è così arrivato il crollo che gli fa perdere ben tre posizioni, facendolo scivolare dal quinto all’ottavo posto della generale. Sono mancate le gambe, ma non il coraggio.
  • Kévin Vauquelin (Arkéa-B&B Hotels): Ieri era riuscito tutto sommato a salvarsi, oggi invece va in difficoltà sin dalla prima salita e poi paga un passivo piuttosto pesante. Fortunatamente per lui, c’è chi fa peggio (il sopracitato Roglič) e quindi, nonostante il sorpasso di Johannessen, riesce a mantenere la settima posizione in classifica. E meno male che siamo a fine Tour, perché dà l’impressione di avere le energie davvero al lumicino…

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